Gin artigianale: oltre l’etichetta, cosa chiedere davvero
C'è una parola che da sola racconta troppo poco: artigianale.
Un'etichetta curata e una bella storia possono attirare lo sguardo. Per capire cosa hai nel bicchiere, però, servono domande più precise. Ingredienti, lavorazione e gusto sono un punto di partenza concreto.
Oltre l'etichetta
Un nome evocativo non spiega quali ingredienti sono stati scelti, come vengono lavorati e perché il distillato ha proprio quel profilo. Chiederlo non significa diffidare di tutto: significa comprare con più consapevolezza.
Tre domande utili prima di scegliere
- Quali ingredienti definiscono il gusto? Non basta un elenco di botaniche: chiedi quali note vuoi riconoscere nel bicchiere.
- Come vengono lavorati? Distillazione, infusione e altre lavorazioni danno risultati diversi. Nessuna parola, da sola, garantisce che un gin sia migliore: conta ciò che il produttore sa spiegare del proprio prodotto.
- Come lo berresti? Liscio, con tonica o in un cocktail: un profilo aromatico riconoscibile ti aiuta a scegliere quello giusto per te.
Le scelte di SD Distillery
BoombasticGin è un gin secco con una nota segreta erbacea e resinosa, distinta dal luppolo dichiarato. Ginepro, luppolo e coriandolo affiancano la botanica segreta.
MonGin è una bevanda spiritosa al 30% vol, a metà tra gin e limoncello, con limoncello di sfusati della Costiera Amalfitana. Non è un gin.
Elixir Amaricante è un amaro da infusione a freddo di 30 erbe, con un sorso morbido e un finale amaro. Tre direzioni di gusto, senza confondere le categorie.
Non ti chiediamo di credere a un'etichetta. Ti invitiamo a leggere le schede, scegliere il profilo che ti incuriosisce e giudicare dal bicchiere.
Scopri i cinque caratteri
BoombasticGin · CaramelGin · Ginight · MonGin · Elixir Amaricante